| ALCUNE DATE
1852: l'edificio della chiesa
è voluto e costruito dal Granduca Leopoldo II
1855-1879: primo parroco fu don
Giuseppe Spagnoli. La gerarchia è generalmente dalla
parte dei padroni ma non mancano significative prese di posizione
a favore dei più poveri.
1879-1901: è parroco don
Berardo Berardi. In questi anni si verificano forti tensioni
da parte dei gruppi anarchici e anticlericali presenti nella
zona. Vengono aggiunte alla chiesa due cappelle laterali.
1902-1945: regge la parrocchia
monsignor Angelo Gennai il quale abbellisce la chiesa che
assume l'aspetto che è giunto fino ad oggi. In questo
periodo sorgono varie congregazioni che curano la preghiera
la carità. Nasce e si afferma l'Azione Cattolica.
1945-1953: è parroco don
Angelo Santoni, che trova la chiesa bombardata ed è
costretto a celebrare nella palestra. Questo è il periodo
delle lotte politiche più accese.
1953-1976: responsabile dell'arcipretura
è Mons. Luigi Paoli. In questi anni vengono eseguiti
grandi lavori interni alla chiesa. Sono gli anni della ripresa
economica, del Concilio e della contestazione.
1976-1996: il parroco della chiesa,
che nel 1983 viene elevata alla dignità di Duomo, è
don Ugo Bocelli. Con Don Ugo viene favorita la partecipazione
dei laici alla vita parrocchiale e c'è partecipazione
e vivacità nei gruppi ecclesiali.
I° FASE: 1800
La storia della Parrocchia di Cecina va di pari passo con
la storia della città che inizia intorno alla metà
del 1800. Il primo nucleo di case sorge sulla ripristinata
via Aurelia (1836) a sud del ponte sul fiume Cecina e all'ombra
del "fitto vecchio", una costruzione della fine
del '500 voluta da Ferdinando I dei Medici. La rinascita di
questa parte della Toscana è opera del Granduca Leopoldo
II che adotta una politica di risanamento per rendere popolata
e coltivabile questa zona con lavori di livellamento e piantumazione
della pineta costiera (1845). L'anno ufficiale di nascita
del borgo di Cecina è il 1852
e in questo anno il Granduca stabilisce la costruzione di
una nuova Chiesa che viene benedetta nel 1853,
dedicata ai Santi Giuseppe e Leopoldo ed elevata ad Arcipretura.
Primo Parroco dal 1855 al 1879
fu Giuseppe Spagnoli.
L'edificio della chiesa è "un vasto fabbricato
di forma rettangolare spoglio e disadorno".
All'interno si trova una statua di S.Giuseppe donata dal del
popolo nel 1856 e nel 1859 la granduchessa Antonietta dona
alla chiesa una tela realizzata dal Lami.
In questi anni avvengono i mutamenti politici che porteranno
alla formazione del regno d'Italia e Cecina vive pienamente
gli avvenimenti nazionali.
Sotto la spinta del vento rivoluzionario alcuni intellettuali
aderiscono alla Massoneria. A Cecina viene fondata la loggia
massonica "Luce e progresso", nascono la Società
Operaia di Mutuo Soccorso (1874), il Patronato del Lavoro
e nel 1888 usci il primo giornale di Cecina, Il popolo Maremmano
con orientamento anticlericale e anarchico.
Nel 1870 i bersaglieri conquistano
Roma e il Pontefice Pio IX si esilia nella città del
Vaticano. Questi anni sono caratterizzati da un forte anticlericalismo
e la chiesa si sente assediata e tende a chiudersi.
La gente di questa terra, di carattere libero e vigoroso,
mostra una religiosità che a volte rasenta la superstizione
e la magia. Nei momenti di difficoltà le perone pregano
in Chiesa ma sperano e si affidano anche a santoni e maghi
.
II° FASE: FINE '800
Dal 1879 al 1901 è parroco
Don Berardo Berardi. Gli anni di fine secolo sono caratterizzati
da conflitti contro il clero che sfociano in pubbliche manifestazioni
tanto che il prefetto proibisce per 10 anni, fino al 1899,
le processioni adducendo motivi di ordine pubblico per la
presenza di gruppi anarchici e anticlericali. In questo clima
nascono e fioriscono le prime associazioni cattoliche contraddistinte
dalla contrapposizione con l'anticlericalismo dominante.
Nel 1888 viene fondata l'Arciconfraternita
della Misericordia e in alternativa a questa associazione
caritativa e umanitaria Cattolica viene fondata la Società
Pubblica Assistenza i cui dirigenti erano di ispirazione massonica.
III° FASE: DAL 1900 Al 1950
Dal 1902 al 1945 regge la parrocchia
monsignor Angelo Gennai, che abbellì la chiesa all'esterno
con una facciata in stile neoclassico e una grande statua
di S. Giuseppe e all'interno con l'affresco dell'abside e
con il soffitto a cassettoni. Dopo questi lavori la
chiesa viene consacrata il 19 marzo 1915.
I primi anni del '900 furono caratterizzati in Cecina da una
crescita sociale ed economica. Si sviluppò l'associazionismo
religioso e laico, sorsero industrie e crebbe il numero degli
Istituti Bancari.
Dopo la Grande Guerra, Cecina vive, come il resto della nazione,
forti contrasti sociali caratterizzati da scioperi e disordini.
Gli anni che seguono sono quelli che vedono la nascita e la
presa del potere del Fascismo.
Cecina si adegua al nuovo corso e cresce sia nel settore commerciale,
dell'artigianato che in quello commerciale. Questi per la
chiesa sono gli anni dei Patti Lateranensi e della Azione
Cattolica che viene istituita anche a Cecina. Gli intellettuali
di Cecina e i benestanti sono per lo più massoni, rispettosi
dei singoli ma in opposizione dialettica con la chiesa.
Con Mons. Gennai operano Don Panichi, don Angelo Marranci,
don Fortunato Pacini, don Rolando Frizzi poi parroco a Marina
,don Antonio Dei.
In questo periodo entrano in seminario 9 giovani. Tre giovani
cecinesi vengono ordinati sacerdoti. Sono don Antonio Sarperi
ordinato nel 1935 e don Fernando Porciani e don Ottorino Bontà
ordinati nel '37.
Nel territorio della Parrocchia operano le suore "figlie
del S.S. Crocifisso" che nel '35 costruiscono nel convento,
ora centro parrocchiale, la cappella del Sacro Cuore.
Nel settore della carità, oltre alla Misericordia operano
anche le Dame di Carità, la "San Vincenzo de Paoli"
e sotto la statua di San Giuseppe venivano poste le offerte
per il Pane dei Poveri.
I giovani atleti di Cecina si sfidano nella corsa podistica
della "Targa Cecina" e ad ottobre c'è la
Fiera e la Processione della Madonna del Rosario.
Durante il "passaggio del fronte" Cecina viene bombardata
e la chiesa subisce gravi danni.
Nel 1945 viene nominato parroco
don Angelo Santoni. Don Santoni è il parroco della
ricostruzione. Apre le porte della chiesa ai giovani e da
inizio alla costruzione dell'oratorio luogo di incontro e
di svago anche per i giovani d'oggi. E' benvoluto dalla gente.
Nella sua opera pastorale è aiutato da don Frizzi,
don Libero Biagini e da don Gino Scattolini poi parroco al
palazzaccio.
IV° FASE: DAL 1953 AL 1996
Dal 1953 al 1976 è parroco
mons. Luigi Paoli. Nel '57 vengono eseguiti grandi lavori
interni alla chiesa come le vetrate, l'apertura delle porte
laterali e lo spostamento degli altari dalla navata alle cappelle
laterali. Il carattere autoritario di questo parroco non favorisce
il dialogo e non aiuta ad accogliere in pienezza la grande
novità del Concilio.
Collaborano in parrocchia don Reno Pisaneschi, cappellano
dell'Ospedale, don Secondo Macelloni, fondatore del gruppo
Scout, don Elio Pruneti impegnato nella pastorale giovanile
e nell'Oratorio, don Piero Burlacchini.
In questi anni si accentua lo spopolamento delle campagne.
A Cecina affluiscono famiglie dai paesi limitrofi e anche
da altre regioni. Crescono attività commerciali, artigianali
e piccole industrie: sono gli anni del primo sviluppo urbanistico.
L'attenzione al mondo del lavoro è significata dalla
nascita delle ACLI.
Dal 1976 al 1996 il parroco della
chiesa, che diventerà poi Duomo, è Don Ugo Bocelli.
Don Ugo, seguendo le indicazioni del Concilio, valorizza il
laicato e da vita al Consiglio Pastorale chiamando come membri
i rappresentanti dei gruppi.
La città è in continua espansione: nascono molte
associazioni con finalità sportive, culturali e di
volontariato sia cattolico che laico. La Parrocchia supera
le 13000 unità.
Don Ugo acquista l'Istituto S.Cuore che diventa sede della
Scuola Materna e Centro parrocchiale.
Le Suore Crocifissine lasciano Cecina e vengono sostituite
dalle Suore di Santa Teresa.
Don Reno e Don Elio sono i Cappellani con cui Don Ugo collabora
nei primi anni. A Don Elio verrà successivamente affidata
la Parrocchia di Cecina Mare, mentre Don Reno continua ad
occuparsi dell'ospedale e del settore della carità:
sarà lui a trasformare la Casa parrocchiale di Vicolo
S.Giuseppe in Casa di accoglienza.
Si alternano al servizio della Parrocchia numerosi cappellani:
Don Carlo Gronchi, Don Giuliano Giovannini, Don Sandro Gazzarri,
Don Marco Fabbri, Don Maurizio Volpi.
Nel 1995, Don Osvaldo Valota inizia
il suo servizio pastorale di parroco avendo come Cappellani
Don Reno e Don Andrea.
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